Terraglio Est – Legambiente chiede l’Inchiesta Pubblica

Il Circolo Legambiente di Treviso da tempo collabora con il Gruppo di Quartiere “Sant’Antonino Vive”, con cui ha una comune veduta di intenti nell’opposizione alla realizzazione del Terraglio Est, un’opera che a fronte di un discutibile impatto sul miglioramento della mobilità nell’area della Città di Treviso, presenta significativi impatti ambientali e paesaggistici e rappresenta quindi un investimento non necessario e spreco di denaro pubblico; circa due ettari e mezzo di suolo nel Comune di Treviso, che purtroppo, secondo la legge regionale “per il contenimento del consumo del suolo”, saranno equivalenti a zero suolo consumato perché verranno considerate opere di interesse pubblico e la bella striscia di asfalto che si vedrà , per la legge non esisterà.

A fronte di queste valutazioni Legambiente ha deciso, concordemente con i residenti, di presentare la richiesta di Inchiesta Pubblica di cui all’art. 15, comma 3 della alla legge regionale n.4 del 18 febbraio 2016; si tratta di un Atto democratico previsto dalla Legge che l’associazione può richiedere e che prevede una maggiore partecipazione e trasparenza dell’iter amministrativo verso cittadine, cittadini e associazioni che presentino Osservazioni al Procedimento di VIA. Permette una effettiva informazioni sui progetti che interessano il territorio, garantisce maggiore democraticità dell’intero processo normativo, dal momento che viene offerta a tutti i potenziali interessati la possibilità di esprimere i propri commenti sui contenuti del progetto e, nel caso non vengano accolte le osservazioni, siano adeguatamente motivate queste non accettazioni in modo puntuale e trasparente.

Circolo Legambiente Treviso

Solidarietà per atto vandalico contro Sorgenti Fiume Dese

Legambiente Treviso ed Italia Nostra Treviso condannano in modo fermo l’atto incivile compiuto da ignoti alla fine di aprile contro il cartellone in PVC esposto dalle associazioni CASON DEL POMETO e Comitato ACQUE RISORGIVE insieme ad altre, che da oltre 15 anni ricordano che Resana è TERRA DI RISORGIVE ed in particolare delle RISORGIVE DEL DESE, che si originano in località Brentella.

Molti anni di sensibilizzazione hanno purtroppo portato a pochi risultati pratici perché le amministrazioni non hanno mai creduto fino in fondo a questo progetto, realizzato parzialmente e per finalità elettorali più che per convinzione.

Il taglio dello striscione in PVC che ricordava a tutti questo fatto è uno sfregio al territorio.

ITALIA NOSTRA TREVISO

Presidente Paola Crucianelli

LEGAMBIENTE TREVISO

Presidente Silvana Carchidi

Legambiente Treviso per Sant’Antonino

Legambiente Treviso invita a firmare la Petizione promossa dal Gruppo di quartiere Sant’Antonino Vive !

Il Gruppo di quartiere di Sant’ Antonino Vive! di Treviso da tempo si interessa della qualità della vita nel territorio : la mobilità dolce e la viabilità. Un luogo già sovraccarico di strutture a servizio di utenze sovra comunali come la Cittadella della Salute, la tangenziale , il depuratore, che tuttavia conserva ancora ampie ed essenziali aree verdi.

Come si apprende dai media locali, il progetto relativo alla realizzazione del Terraglio Est (40 anni di discussione!) va avanti spedito, insieme alle due lottizzazioni di Sant’Antonino (casualmente vicinissime allo stesso Terraglio Est).  Nel Piano Interventi di Treviso,  sono altresì previste nuove edificazioni ove attualmente si trova il deposito della Mom.

In un momento storico di enorme incertezza, sofferenza sociale, con le prospettive di una crisi economica senza precedenti per molti trevigiani e per tutti, chiediamo agli amministratori di riconsiderare in modo responsabile  il contenuto delle scelte che ci riguardano.

Questo ultimo tratto del Terraglio Est, da anni discusso come non “necessario” per cui molte alternative si sono presentate, ha senso oggi? Ha senso spendere 20 milioni di euro (se basteranno e che sino a pochissimo tempo fa sembravano irreperibili) quando le amministrazioni regionale e comunale, come tutta la nazione, si trovano travolte da una crisi economica senza precedenti e con priorità enormi con cui confrontarsi?

Ma c‘è una questione fondamentale che una grande parte di economisti, scienziati ed anche imprenditori illuminati,  insieme a moltissima gente comune pone oggi: abbiamo bisogno di un cambio di rotta. Non siamo ambientalisti ingenui, ma fino ad ora si è  attuato un modello di sviluppo che ha mandato interi territori sotto stress. Abbiamo costruito ponti, strade che oggi crollano perché non le manuteniamo, perché non partire da quelli? Abbiamo consumato sconsideratamente  suolo agricolo e aree verdi, un patrimonio limitato ed insostituibile senza preoccuparci del futuro. Quando sospenderemo lo scempio?

A causa dei cambiamenti demografici e di  altri fattori variabili, l’invenduto immobiliare è immenso e può essere efficientato e ristrutturato. Servono davvero le nuove colate di cemento e di asfalto, previste a Sant’Antonino?

La qualità dell’aria di Treviso, poco prima della pandemia, risultava tra le peggiori  d’ Italia per la presenza delle famigerate polveri sottili. Certo vi sono anche altre concause, ma vogliamo ancora intasare di auto i nostri quartieri? “Il Terraglio Est”, incentiverà la costruzione di nuovi fabbricati industriali (magari con pochissimo personale) divorando terreno quando nella stessa zona artigianale vi sono aree dismesse da anni! Mancano invece mezzi pubblici sostenibili e piste ciclo-pedonali sicure, tanto richieste, ma finora solo promesse. Ripensiamo insieme il futuro invece di utilizzare modelli di sviluppo che stanno mostrando tutti i loro limiti.

PENSIAMO ALLE GENERAZIONI FUTURE!

Aderiscono: Fiab Treviso ,  Friday for Future Treviso , Lega Ambiente Treviso , Associazione Prato in Fiera,  Associazione Piazza dei Cambiamenti Climatici, Salvaguardia Ambiente Treviso e Casier-Onlus.

Dopo l’Epidemia di COVID-19, il ritorno all’Epidemia di Cemento.

LEGAMBIENTE Circoli del trevigiano

Circoli Piavenire Maserada, Icaro Treviso, del Vittoriese

“ A Casale sul Sile l’iter va interrotto. Sul consumo di suolo e sulla viabilità è necessario un immediato e deciso cambio di direzione sia a livello locale che a livello regionale.”

L’attenzione in queste settimane è concentrata sul nuovo intervento da 500mila metri quadrati che prevede la costruzione di un enorme polo logistico in un’area a sud del comune di Casale sul Sile.

Un’area enorme, con strutture che potrebbero essere alte venticinque metri, a ridosso del Parco del Fiume Sile, in una zona a pericolosità idraulica.

Dopo la crisi sanitaria degli ultimi mesi, si è riaperta una discussione su diversi temi fondamentali: consumo di suolo, viabilità, inquinamento atmosferico, lavoro, abitudini dei consumatori e necessità di normative e regolamenti più stringenti.

Sono necessarie responsabilità e scelte politiche più coraggiose che possano stimolare e coinvolgere gli investitori in progetti di riqualificazione delle tante aree industriali dismesse, disincentivando l’uso di nuovo suolo.

Da: Esri – ArcGis. In rosso, l’area interessata dal nuovo progetto.

● CONSUMO DI SUOLO, VIABILITÀ, INQUINAMENTO ATMOSFERICO

Per il comune di Casale sul Sile, la legge regionale 14/2017 per il “Contenimento del consumo di suolo” ha previsto una superficie massima consumabile, da oggi al 2050, pari a 87mila metri quadrati. Questo unico intervento da 500mila metri quadrati supererebbe quindi di circa sei volte questo limite.

Già da questi dati si può evincere che questa legge regionale, approvata ormai tre anni fa, ancora una volta sembra sortire ben pochi effetti positivi: tra continue deroghe concesse per capannoni e aree agricole, invece che frenare il consumo di suolo, sembra stia permettendo di consumarne ancora di più.

I dati ISPRA 2019 sul Consumo di Suolo infatti parlano chiaro: per il secondo anno consecutivo proprio il Veneto è la regione italiana con il maggior incremento di consumo di suolo, ben 923 ettari persi per sempre, quasi trecento in più della Lombardia; mentre tra le provincie venete, Treviso è al secondo posto per suolo consumato rispetto al totale con il 17,1% (42.392 ettari).

Prendendo in esame inoltre il tema della viabilità, si stima che, se fossero davvero Amazon o Zalando o altri colossi della logistica ad insediarsi, potrebbero arrivare a circolare più di 1300 mezzi all’ora di punta, ogni giorno, di cui la metà sarebbero camion; questi andrebbero aggiunti agli ulteriori movimenti di una nota azienda logistica che già opera a poca distanza e che negli anni, pur avendo già a disposizione nelle immediate vicinanze un collegamento con il grande svincolo autostradale Venezia Est a ridosso del Passante, sembrerebbe aver comunque sempre preferito transitare attraverso il centro cittadino per gli spostamenti verso nord, evitando ulteriori costi di pedaggio e causando diverso traffico anche lungo le strade dei comuni limitrofi, in particolare le frazioni di Sant’Elena e Cendon nel Comune di Silea, territori di passaggio verso il casello dell’A27.

Dalle recentissime analisi delle concentrazioni degli inquinanti (Biossido di azoto, PM10, Monossido di azoto) effettuate da Arpa Veneto dall’inizio dell’epidemia Covid-19, il lockdown ha permesso una diminuzione delle emissioni da traffico dal 30 all’80%, a seconda del periodo della quarantena, per i veicoli leggeri sulle strade urbane ed extraurbane. Un’ulteriore conferma che il traffico veicolare è una delle maggiori cause di inquinamento e di superamento dei limiti fissati dalle normative.

Aggiungere nuovo traffico in una porzione di aggregato urbano già saturo di veicoli, significherebbe aumentare la concentrazione di inquinanti e perciò peggiorare drasticamente la qualità dell’aria.

L’intera arteria viaria del territorio a sud di Treviso potrebbe quindi scoppiare, provocando un netto aumento dell’inquinamento atmosferico e una conseguente maggiore esposizione a rischi per la salute dei cittadini che renderebbe il paese pressoché invivibile.

Ancora una volta quindi, non vengono presi in considerazione i reali danni arrecati al territorio, determinati da un’ulteriore perdita di suolo, da un maggior traffico veicolare, dal relativo aumento dell’inquinamento atmosferico e dalla conseguente esposizione a rischi per la salute dei cittadini; va sottolineato che i costi a lungo termine, provocati dalla carenza dei flussi annuali dei servizi ecosistemici che il suolo, se verrà perso, non potrà più garantire in futuro (regolazione del ciclo idrologico, dei nutrienti, del microclima, miglioramento della qualità dell’aria, riduzione dell’erosione), sono elevatissimi, ben superiori ai presunti “benefici economici” che il comune ricaverebbe dall’operazione.

Potete scaricare il documento completo qui:

Adotta un albero

Il progetto “ADOTTA UN ALBERO: UNO PER TE…UNO PER TUTTI” ha preso vita oggi nel primo comune aderente, il Comune di Spresiano.

Da lunedì, sarà on-line il sito dedicato:
https://www.adottaunalberoper.it

quando si crede fermamente in qualcosa e si lavora alacremente per realizzarla e disseminarla…
bastano momenti come questi, alcuni qui immortalati, per far scivolare via per qualche istante l’enorme stanchezza e le preoccupazioni riguardanti l’attuale crisi climatica, provocata dall’interferenza dell’uomo nei confronti della natura…
È fondamentale continuare a proporre azioni concrete, coinvolgendo soprattutto le generazioni che più pagheranno le conseguenze del nostro attuale stile di vita malato e dannoso… ritrovare quel rispetto con l’ambiente e la natura, fondamentale per la vita umana.

Grazie a chi c’è stato, grazie a chi c’è, grazie a chi ci sarà.

L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi, erba, albero, cielo, spazio all'aperto e natura
L'immagine può contenere: una o più persone, albero, fiore, erba, pianta, spazio all'aperto e natura
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A Montebelluna per #FridayforFuture

Il Circolo di Treviso di Legambiente è stato invitato al Friday for Future di venerdì 29 novembre 2019 a Montebelluna.
Qui il testo dell’intervento che Antonio Zandonadi del Circolo ha fatto:

Buongiorno a tutti , mi chiamo Antonio e sono qui in rappresentanza di Legambiente .
Legambiente e una delle più grandi organizzazioni ambientali italiane sulla scena dal 1980 e che basa la sua missione sull’am­bientalismo scientifico.
Siamo organizzati in circoli e la provincia di Treviso ne conta 5.
Ogni circolo ha una propria autonomia e oltre ad organizzare le campagne promosse dal nazionale segue i temi legati al territorio, tra i quali:


il consumo di suolo;

l’ampliamento di un impianto per la lavorazione dell’asfalto situato in una cava;

i danni causati dalla monocultura del prosecco con il relativo impatto dei pesticidi, ricordo che Treviso vanta il più alto rapporto di pesticidi per abitante: 4,6 chili contro una media veneta di 3,4;

gli effetti sulle falde acquifere degli inquinanti che percolano dalle cave piene di rifiuti di qualsiasi tipo, un esempio su tutti Cava Morganella Paese, dove il vantaggio economico di pochi ha causato l’inquinamento delle falde acquifere a nord ovest di Treviso.


Ma Legambiente è anche:


Puliamo il mondo, dove assieme ai volontari cerchiamo di restituire dignità a territori degradati;


Piantumazione di territori per ridurre le emissioni di CO2, a tal proposito segnalo che domani a Spresiano ci sarà il primo evento in tal senso e che proseguirà in altri comuni;

gestione di riserve ambientali e fattorie didattiche;

proiezioni di docufilm con lo scopo di denunciare le malefatte e dare speranza di cambiamento;

Comitati scientifici che analizzano lo stato dell’ambiente, dell’energia, ed elaborano proposte su basi scientifiche, non ideologiche.


Questo è parte di ciò che siamo, che facciamo, ma abbiamo bisogno di tutti, di voi in particolare perché siete la speranza di un futuro sostenibile.
Per farcela, dovremo passare attraverso delle rivoluzioni industriali ed agricole che siano in grado di coniugare sostenibilità economica e sostenibilità ambientale, perché in caso contrario ci ritroveremo ricchi, ma senza un mondo in cui vivere.


E qui dobbiamo saper cogliere l’opportunità che la crisi climatica ci offre, migliorare l’ambiente e creare lavoro dove le giovani generazioni sono protagoniste.
Dobbiamo cambiare il modo di pensare delle generazioni come la mia, non più pensare al possesso dei mezzo di trasporto, ma al diritto alla mobilità, il che vuol dire, fare le stesse cose in modo diverso, libero, flessibile.
Avere sempre in mente che tutti gli argomenti, in ambito ambientale, sociologico, ecologico, climatologico e scientifico sono legati tra loro e non possiamo trattarli singolarmente senza pensare alle loro reciproche interazioni.


Non crediate che i cambiamenti climatici, la desertificazione di vaste aree del sud del mondo e l’immigrazione siano disgiunti.
Desertificazione che, anche se sembra impossibile, riguarda anche il nostro territorio.
Le diseguaglianze sono causa di conflittualità tra popoli diversi e tra categorie economiche diverse.
Ognuno può fare qualcosa, poco o tanto, l’importante è che faccia qualcosa, A volte basta poco l’attenzione per il consumo dell’acqua, dell’energia senza fare sacrifici enormi ma solo guardando un’altra faccia dello stesso prisma.
Un esempio? Molti anni fa ero convinto che andare a lavorare in treno anziché in auto non avrebbe salvato il mondo, un amico del WWF mi disse “tu intanto comincia”, aveva ragione!
Da quel momento, ogni volta che faccio qualcosa, penso a l’impatto che genero sul pianeta. Questo non vuol dire che non si può più fare nulla, ma che ci si assume la responsabilità di ciò che si fa e si cercano alternative sostenibili per soddisfare i nostri bisogni.

In tutto questo noi possiamo svolgere un compito importantissimo che è legato alla sopravvivenza e alla qualità la nostra vita, ma solo se sapremo mettere insieme le conoscenze, l’entusiasmo, la speranza.
Partecipate a Legambiente e a tutte le associazioni ambientaliste, contaminatele con il vostro entusiasmo e fate tesoro dell’esperienza, della conoscenza di chi ha nel cuore la nostra madre terra.
Provate a girare il territorio in cui vivete e capirete l’importanza che ha sulla vostra identità culturale, su chi siete.

Monitoraggio dell’aria

Il Circolo Legambiente di Treviso sta predisponendo una iniziativa mirata al monitoraggio della qualità dell’aria, con uso di strumentazione specifica, a partire dal territorio di Spresiano, allo scopo di difendere la salute dei cittadini.

Se sei un/a ragazzo/a e vuoi approfondire le tue conoscenze, acquisire competenze e renderti utile nella tutela dell’ambiente, contattaci al Ns. recapito:

legambiente.treviso@gmail.com

A presto,

Legambiente TV

Puliamo il Mondo 2019 a Treviso

Puliamo il Mondo

prima che sia troppo tardi…

Al mattino ore 9.00 Parcheggio Strada Cisole

Ore 9.00 registrazione partecipanti

Ore 9.30 inizio pulizia del percorso

Ore 12.30 Conclusione pulizia percorso con piccolo buffet.

Al pomeriggio ore 15.15 -Piazzale Chiesa Sant’Ambrogio di Fiera

SASSO, CARTA, PRATO FIERA

Ore 15.45 Partenza passeggiata ecologica alla scoperta del quartiere guidati dalle associazioni del luogo e dagli abitanti

Ore 18.15 Yoga al tramonto in zona Fiera (portarsi il tappetino)

TUTTI POSSIAMO DARE UNA MANO, UNISCITI A NOI!

éco.sònar

.aperitivo musicale per l’ambiente e il clima.

6 – 13 – 20 Settembre 2019 dalle 18.30 alle 21.30


Sta per cominciare èco.sònar, il ciclo di apertitivo in Restera al tramonto. Staremo assieme in nome dell’ambiente e del volontariato. Con noi saranno presenti tante associazioni ma soprattutto sarà un momento per la nostra ZAC di Treviso di informare di cittadinanza attiva e illustrare le proposte di Legambiente di volontariato locale, nazionale ed internazionale.
Vi aspettiamo numerosi!!!

OPEN BAR a 5,00€
(cicchetto/panino “eco-friendly” + bibita/birra/vino biologico = 5,00€)

MUSICA PER L’AMBIENTE E PER IL CLIMA!

OGNI SERA, DUE CONCERTI !
il primo alle 18.30 – il secondo alle 20.30!
dalle 18.30 alle 21.30 si alterneranno due band a serata,
tutte provenienti dalle sale prova del Centro Giovani Roncade, del Progetto Giovani Treviso e di Sound Biagio, che assieme hanno fondato tre anni fa la Larsen – Rete Sale Prova Treviso e Provincia.

Arrivate PRESTO! I concerti iniziano PRESTO! e finiscono PRESTO!

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ven 06 Settembre
✿ SI PARTE!
Presentazione degli aperitivi musicali e delle varie realtà coinvolte per approfondire lo stretto legame tra clima, ambiente e società.

𝐂𝐨𝐧𝐜𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐢:
♫ ore 18.30 SUPERPORTUA
♫ ore 20.30 The Atom Tanks

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ven 13 Settembre
✿ CLIMA E CIBO
Come impattano i cambiamenti climatici sulla produzione e la
disponibilità di cibo, e quanto incidono le nostre scelte alimentari quotidiane.

𝐂𝐨𝐧𝐜𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐢:
♫ ore 18.30 Legendas
♫ ore 20.30 Slane

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ven 20 Settembre
✿ FIUMI DI PLASTICA
Come stanno il fiume Sile e gli altri fiumi d’Italia e del mondo? Attuare buone pratiche per contrastare inquinamento e siccità dalle sorgenti al mare!

𝐂𝐨𝐧𝐜𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐢:
♫ ore 18.30 Seagulls
♫ ore 20.30 Alyeska

contenuti a cura di Legambiente Onlus – circoli del trevigiano (Legambiente Piavenire Legambiente Treviso, Z.A.C.) con i contributi di Fridays For Future Treviso, Greenpeace Gruppo Locale di Treviso, Slow Food Treviso, Organizzazione Aggregata WWF Terre del Piave TV-BL, Ambimente, Larsen – Rete Sale Prova Treviso e Provincia e molti altri gruppi e cittadini!

Presentazione documentario Amaranto

Possiamo ancora decidere
di allineare la nostra intelligenza
a quella della natura.
Joseph Beuys

 10 giugno ore 20.30 al Cinema Edera di Treviso

Serata alla presenza Domenico Maffeo e Bruno Moro (Cohousing Biofattoria Rio Selva).

Amaranto-manifesto-Treviso

Serge Latouche, Helena Norbert-Hodge, Franco Arminio, John D.Liu, Starhawk, Pandora Thomas e Alberto Ruz Buenfil, referenti dei movimenti mondiali in difesa del pianeta Terra, raccontano le emergenze che la società contemporanea si trova ad affrontare.
Sono osservatori attenti e promotori di un immaginario collettivo che ruota intorno al concetto di bene comune; nelle loro parole, accanto alle difficoltà, emerge la possibilità di incidere positivamente sulle sorti della nostra specie e del pianeta.
Amaranto è un racconto in cinque tappe della vita di un essere umano.
I protagonisti sono Verena Schmid, ostetrica promotrice del parto naturale, Franco Lorenzoni, maestro di scuole elementare, Etain Addey, contadina, scrittrice ed esponente del bioregionalismo, Alida Nepa, referente del cohousing San Giorgio di Ferrara e Saviana Parodi, biologa e permacultrice.
Le loro storie offrono lo spunto per riflettere su scelte di vita lontane da quelle convenzionali e più vicine ai reali bisogni dell’essere umano e del pianeta.

 

Le registe Manuela Cannone ed Emanuela Moroni si muovono dal parto naturale al cohousing, dal bioregionalismo alla permacultura fino alla sperimentazione educativa, disegnando una realtà in cui ad ogni essere umano è riconosciuto il proprio valore, dove il senso di comunità riconquista il proprio spazio, ristabilendo la connessione profonda che ci lega alla Natura.
Nascere, conoscere, viaggiare, abitare e rinascere, trovano un nuovo significato attraverso le storie di chi nella vita ha scelto il cambiamento.

L’evento Facebook: