L’AMBIENTE COME PRODOTTO DELL’EVOLUZIONE

Con la parola Ambiente intendiamo, in questo contesto, l’insieme dello spazio fisico e dei fattori (chimico-fisici e biologici) che consentono la vita degli organismi.
Lo spazio in cui si ha vita (o biosfera) è costituito dai mari e dalla superficie terrestre per una profondità di qualche metro salvo pochissime eccezioni. Anche andando dagli abissi marini alle quote più alte che raggiungono gli uccelli, la vita è confinata entro una sottile pellicola, rispetto alle dimensioni della terra.
La biosfera quale la vediamo oggi è il frutto di un lungo e complesso processo evolutivo nel corso del quale l’ambiente, e le forme di vita della biosfera, hanno subito profonde trasformazioni.
Quattro miliardi di anni fa la terra era ancora solo una grande palla infuocata; più di tre miliardi di anni fa si erano formati gli oceani, ma la vita non era ancora comparsa sui mari, e men che meno sulle terre emerse; come la vita sia apparsa sulla terra è oggetto di controversie e discussioni. Certo è che fra i primi organismi comparsi sulla terra troviamo le alghe azzurre, o cianobatteri, organismi unicellulari con la capacità di attuare la fotosintesi.
lava

Grazie all’energia del sole, la fotosintesi trasforma sostanze semplici (acqua, anidride carbonica) in zuccheri, che sono i componenti base della materia vivente. Come sotto-prodotto si forma inoltre l’ossigeno, che dal punto di vista della pianta può essere considerato come un rifiuto.
Questo “rifiuto”, nell’atmosfera primitiva era pressoché assente. Per miliardi di anni i cianobatteri lo hanno rilasciato nell’aria, “inquinandola” in maniera tale da cambiare radicalmente la sua composizione. Ricca d’ossigeno, l’atmosfera era diventata tossica, o comunque ostile, ai cianobatteri, ma favorevole a forme di vita più complesse che usavano l’ossigeno nei loro cicli metabolici.
Il processo evolutivo si fa rapido: nascono nuove specie che per lo più si estinguono, altre arrivano fino ai nostri giorni.
Compare anche una nuova specie, che in breve tempo conquisterà la terra: l’UOMO. Anche se per lungo tempo dovrà lottare per la mera sopravvivenza.

fotosintesi

DA ALLORA LA TERRA E’ MOLTO CAMBIATA…
Le grandi foreste, che un tempo coprivano tutta la terra, diminuiscono di anno in anno.
L’uomo ha conquistato la terra, ma forse conviene riflettere, porsi qualche domanda…
Se la terra ha già visto così tanti cambiamenti, perché preoccuparci di quelli prodotti dall’uomo? Non sono anche questi un frutto dell’evoluzione, e quindi parte dell’ordine naturale delle cose?
Il motivo per cui è meglio preoccuparsi, come specie se non come individui, sta nel fatto che i cambiamenti prodotti nell’ambiente dall’azione umana si verificano con straordinaria rapidità, mai vista prima sulla terra.

foresta

Immaginiamo di ridurre entro lo spazio di un anno la storia della terra a partire dalle sue origini:
-per tutto l’inverno, la terra è una landa priva di vita;
-bisogna aspettare fino alla tarda primavera, affinché compaiano le prime forme di vita;
-solo ad autunno inoltrato, compaiono i primi organismi pluricellulari;
-e deve arrivare dicembre per trovare i primi vertebrati;
-poco prima di natale, la terra è dominata dai dinosauri;
-i primi ominidi, i nostri più lontani antenati, compaiono verso la sera del 31 dicembre;
-bisogna aspettare gli ultimi secondi dell’anno per trovare le prime grandi civiltà egizie;
-quasi allo scoccare della mezzanotte, avviene la scoperta dell’America.

discarica

I grandi cambiamenti che ha subito l’ambiente a partire dalla cosiddetta rivoluzione industriale sono durati, nell’anno che racchiude la storia della terra, suppergiù un secondo. Anche nel passato ci sono stati grandi trasformazioni, ma duravano “mesi” o almeno “giorni”, e consentivano all’ecosistema di adattarsi. Questa invece ha un carattere quasi esplosivo.

SVILUPPO SOSTENIBILE
Tutti parliamo di sviluppo per descrivere il percorso dell’umanità, specie negli ultimi secoli. Sotto molti aspetti è certamente così, ma ci sono anche delle ombre, assieme alle indubbie luci, nella strada che ha imboccato dall’umanità.
Per questo si sente tanto parlare di SVILUPPO SOSTENIBILE. Ma cosa si intende con queste parole?
Lo “sviluppo sostenibile” è un modello si sviluppo basato su:
– un principio di responsabilità nei confronti del tempo;
– un principio di cooperazione ed equità, nei confronti dello spazio, fisico ed economico.

svilupposostenibile

Alcune definizioni

La definizione di Gro Harlem Bruntland (1987)

“Sviluppo sostenibile è uno sviluppo capace di soddisfare i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere quelli delle future generazioni”

La definizione del World Conservation Union (UICN), UNEP e WWF (1991)

“Sviluppo sostenibile significa migliorare la qualità della vita umana mantenendosi nei limiti delle capacità di carico degli ecosistemi interessati”

GLI INDICATORI
Un Indicatore è uno strumento che ci permette di comprendere fenomeni complessi, a partire da fattori semplici da misurare, considerati appunto “indicativi”, e che sono legati all’andamento del fenomeno stesso.
La febbre può ad esempio essere considerata un indicatore dello stato di salute della persona; e l’esempio ci fa capire che di norma non basta un solo indicatore per descrivere un fattore complesso.

Un buon indicatore ambientale deve essere:
Significativo: chiaro, facile ad interpretarlo, interessante per l’utente.
Valido: deve essere ricavato da dati quanto più possibile completi e attendibili.
Motivazionale: deve riferirsi ad aspetti che ricadono nella sfera decisionale dell’utente, per stimolare il cambiamento.

L’IMPRONTA ECOLOGICA COME INDICATORE DELLA SOSTENIBILITA’
L’ IMPRONTA ECOLOGICA è definita dai suoi autori come l’area totale di ecosistemi terrestri ed acquatici richiesti per produrre le risorse che una determinata popolazione umana consuma, e per assimilare i rifiuti che la stessa produce.

cupolacitta

Possiamo allora immaginare l’ IMPRONTA ECOLOGICA di una città come la superficie che dovrebbe essere racchiusa sotto una cupola di vetro che la isoli dal resto del mondo, per poter sostenere i consumi della popolazione e assorbirne i rifiuti.

BIOCAPACITA’ e Impronta Ecologica (I.E.)
La biocapacità indica la capacità di produzione biologica in una data area, cioè la produzione complessiva degli ecosistemi presenti nell’area stessa e che vanno dalle terre arabili ai pascoli alle foreste alle aree marine produttive, comprese, in parte, aree edificate e/o in degrado.
La Biocapacità dipende dal tipo di area, ma anche dalle pratiche colturali prevalenti in quel luogo e in quel momento. IE e BC vengono espresse nelle stesse unità di misura: ettari di spazio bioproduttivo medio.

L’IE e la BC sono in definiva utili per capire:
-L’entità della domanda di risorse a livello globale, nazionale, regionale, ecc. da parte dell’uomo, che viene espressa con un unico fattore (territorio);
-se il consumo medio procapite di un singolo, o di una data comunità, è sostenibile ed equo rispetto alla biocapacità globale media sostenibile;
-la possibilità per i paesi (o determinate aree geografiche) di vivere grazie alla sola biocapacità dei rispettivi territori, ovvero se devono ricorrere alla biocapacità di altri territori.

CALCOLO dell’ I.E.

I VANTAGGI DELLE ANALISI:
-percezione immediata di natura e dimensione del problema della sostenibilità;
-monitoraggio efficace delle richieste che facciamo alla natura;
-possibilità di individuare la “localizzazione ecologica” di una città, o di uno stato, o di qualsiasi comunità comunque definita (non corrispondente a quella geografica …);
-indicazioni su quanto dobbiamo ridurre i consumi, migliorare la tecnologia, cambiare i comportamenti ecc. per raggiungere la sostenibilità;
-comparabilità di dati nel tempo e nello spazio;
-possibilità di utilizzo a piccola e a grande scala (dall’individuo al mondo).

formulagrafico

La situazione in Italia
IMPRONTA= 5,51 (ha/pc)
Biocapacità= 1,92 (ha/pc)
Deficit ecologico= -3,59 (ha/pc)

Se tutti vivessero come gli attuali abitanti del Nord America ci vorrebbero almeno altri due pianeti come la Terra per produrre risorse, assorbire rifiuti e mantenere i servizi vitali. Sfortunatamente i buoni pianeti sono difficili da trovare…

Italiamondi

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